giovedì 3 luglio 2008

Castiglione: sanità pescarese mai così precaria


"Mai stata così precaria la sanità pescarese e regionale". Alfredo Castiglione esprime la propria "preoccupazione per le disastrose conseguenze di una sciagurata politica di tagli che sta rottamando interi reparti dell'ospedale di Pescara. Sono sempre di più - denuncia il capogruppo di An - i consulenti a vario titolo allegramente sovvenzionati dalla Regione e, di cotnro, i precari della sanità mandati a casa. Siano essi infermieri, tecnici di laboratorio, assistenti sociali o altro il dato non cambia: le nostre strutture rischiano il collasso definitivo, siamo di fronte a un'emergenza senza precedenti affrontata con una sufficienza che, oltre a essere offensiva nei confronti dell'intera popolazione, sta mettendo a rischio una reputazione di efficenza costruita con il sacrificio e il lavoro di più generazioni"."Le responsabilità politiche di questo fallimento - accusa Castiglione - sono di Del Turco e Mazzocca, la cui gestione della sanità regionale è stata del tutto inadeguata a ridurre gli sprechi laddove esistevano e permangono, sacrificando invece i servizi offerti ai cittadini, di quantità e qualità sempre minore, e il personale precario, risorsa di fondamentale importanza per la salute della nostra sanità.Balestrino altro non è - sottolinea il capogruppo di An - che l'ultimo anello di una catena malata. Il manager andrebbe nominato dal consiglio regionale - e non, come prevede la legge in vigore, dalla giunta regionale - perchè così la sua autonomia viene quotidianamente mortificata da pressioni politiche che ne rendono minima la possibilità di incidenza sui problemi. Quando la politica si mette in testa di fare della sanità uno strumento di consenso elettorale e si pretende di indirizzare ogni scelta sulla base delle appartenenze partitiche dei primari, si verificano dei guasti che squalificano le istituzione e compromettono equilibri fondati su logiche meritocratiche.Quello che è più intollerabile - conclude Castiglione - è il dover assistere ogni volta a un penoso scaricabarile delle responsabilità, si assiste al degrado delle nostre strutture senza sapere esattamente chi ne è il responsabile né - tanto meno - avere delle risposte certe ai tanti interrogativi posti negli ultimi mesi sul futuro della nostra sanità ".

Di Stefano interviene sui FAS

1 luglio 2008

“Prendiamo atto con piacere che, a distanza di tre anni dal loro insediamento, l’esecutivo regionale e la maggioranza di centro-sinistra abbiano iniziato a prendere in considerazione il ruolo della rappresentanza parlamentare abruzzese per dirimere le questioni derivanti dal rapporto tra il governo nazionale e la Regione Abruzzo” è quanto dichiara il senatore Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale di An, in merito all’esito del consiglio regionale straordinario sui fondi per le aree sottoutilizzate che ha approvato un documento nel quale si impegnano il Presidente della giunta e la delegazione parlamentare abruzzese ad attivarsi per scongiurare il taglio dei fondi Fas alle Regioni.
“Tale inversione di rotta è sintomatica: da un lato si riconosce la validità del lavoro che i parlamentari abruzzesi, in specie quelli di maggioranza, hanno fatto e possono fare – ha proseguito Di Stefano – dall’altro si ammette che, nella precedente legislatura del governo-Prodi, altrettanta fiducia non poteva essere riposta negli allora rappresentanti abruzzesi a Roma, se è vero che mai era stato fatto loro appello o era stato formalmente richiesto il loro sostegno alle iniziative regionali”.
“Da parte nostra – conclude l’esponente di An – continueremo a fare il lavoro per il quale siamo stati eletti: difendere l’Abruzzo, le sue prerogative e valorizzarne le sue opportunità di sviluppo e di crescita, quelle stesse che l’attuale giunta regionale ha mortificato con tasse, sprechi ed inefficienze e con la totale assenza di ogni strategia che andasse in tale direzione”.

PACE (AN): DAL TESTO SUL COMMERCIO NESSUNA SEMPLIFICAZIONE, SEMMAI COMPLICAZIONE‏

1 luglio 2008

"Dal maxiemedamento sul commercio approvato dal Consiglio Regionale non emerge nessun elemento della tanto sbandierata semplificazione amministrativa ma, semmai, si è andati nella direzione della complicazione". Così l'On. Giovanni Pace, presidente emerito della Regione Abruzzo, ha commentato il nuovo testo adottato in un settore, quale il commercio, "che - ha ricordato nel suo intervento in aula - incide notevolmente nell'economia regionale, producendo il 12% del reddito e occupando il 15% della forza lavoro. Un settore caratterizzato da un fenomeno di trasformazione che va a intercettare segnali di indebolimento, come l'evidente abbattimento dei consumi da parte delle famiglie alle prese con l’aumento dei costi, cui - ha spiegato l'esponente di An - occorre prestare la dovuta attenzione”. L'On. Pace, nel ricordare come la maggioranza, non più di qualche mese fa, abbia bocciato la mozione "con cui si chiedeva l'istituzione di un osservatorio del sistema distributivo in Abruzzo, un organismo grazie al quale oggi avremmo potuto fondare riflessioni più consapevoli grazie a dati raccolti con maggiore rigore scientifico", ha sottolineato alcune "storture e inutili appesantimenti del testo, a partire dal preservare, all'art. 43 comma 3, l’obbligatorietà della comunicazione del commerciante riguardante l’effettuazione delle vendite fuori stagione quando il periodo in cui possono essere organizzati ed eseguiti i saldi è fissato dalle CCIA della Regione ed è lo stesso periodo per tutti".
"Ancora meno comprensibile - ha evidenziato l'On. Pace - è quanto previsto all'art. 3 comma C di stabilire che la superfice di vendita di merci cosiddetta ingombrante – con chiaro riferimento ai mobilieri – venga calcolata nella misura di 1/8 della superficie lorda di pavimentazione esposta al pubblico. Ovvero: una struttura di vendita di 10.000 metri (un ettaro) è omologata ad una di soli 1250 metri quadrati con la conseguenza della relativa riduzione dei servizi a disposizione del pubblico. Un esempio eclatante riguarda i parametri urbanistici che sovrintendono alla realizzazione dei parcheggi: mentre per una superfice di vendita reale di un ettaro andrebbero realizzati 666 posti macchina, ovvero 15 metri quadrati a macchina, con i 1250 metri ' di legge' il numero si riduce surrettiziamente a 83. Ma non è l'unica incongruenza. Se la vendita di media superficie si ottiene per accorpamento di licenze (per arrivare a 10.000 metri, ovvero ai 1.250 effettivi), l'entità subentrante non soltanto non dovrà più pagare la buona uscita ai cedenti ma - aspetto socialmente più interessante – non c’è più obbligo di assunzione obbligatoria del personale acquisito.
Insomma, qualche riflessione di più sarebbe stata opportuna - ha continuato l'on. Pace - ad esempio anche sulla prevista deroga (art. 7 punto c/2) di iscrizione al REC alimentare per chi ha prestato la propria opera per almeno due anni quale dipendente addetto all’amministrazione dentro l’ultimo quinquennio. Va benissimo la tutela della professionalità acquisita sul campo, ma come può averla acquisita un ragioniere che ha fatto benissimo i conti e i controlli delle fatture ma ha avuto zero presenze dietro il bancone di vendita? E ancora, l'art. 23, comma 6, consente ad almeno 16 esercenti di associarsi tra loro per l’apertura di un unico punto vendita avente la superficie massima di 8000 mq, ma non è chiaro se gli 8000 mq rappresenta la somma delle 16 licenze già esistenti o una definizione premiale. Se fosse un premio, un imprenditore potrebbe creare un consorzio tra 16 commercianti, raccogliere licenze per 500 mq a un costo irrisorio, farsi autorizzare per 8000 e poi diventare il dominus, magari unico proprietario, del consorzio. Sarebbe un gioco facile facile.
E infine, in caso di cessazione dell’attività commerciale e della relativa autorizzazione ai fini dell’accorpamento (art. 24, comma 4), il soggetto cedente deve impegnarsi a non attivare per almeno 3 anni un nuovo esercizio. Si tratta di un vero e proprio vulnus del diritto di un commerciante che consente l’accorpamento per un settore merceologico e poi voglia impegnarsi in un altro settore".

CASTIGLIONE: COLPO DI MANO SUL PIANO COMMERCIO, UN MAXIEMENDAMENTO CANCELLA OGNI CONFRONTO‏

1 luglio 2008
"Questa mattina è stata calpestata per l'ennesima volta la dignità di un Consiglio Regionale che era stato convocato per confrontarsi sul piano di riordino del commercio e si è vista imporre un maxiemendamento di un articolo e 153 commi, pensato in altre sedi e tirato fuori dal cilindro all'ultimo momento: un colpo di mano talmente sconcertante da aver messo in comprensibile imbarazzo persino molti colleghi di centrosinistra, evidentemente all'oscuro di tutto. Siamo all'esproprio proletario della democrazia, sostituita con i diktat di Del Turco". Così Alfredo Castiglione commenta "l'ennesimo atto di arroganza di una giunta palesementre inadeguata a programmare alcunchè e del tutto avulsa da un territorio che ha deciso di rottamare. Soltanto ieri - spiega il capogruppo di An - c'è stato un primo e unico incontro con le organizzazioni di categoria e il piano non è stato neanche portato in commissione consiliare perchè il centrosinistra non è più in grado, da oltre un mese, di riunirle a causa della litigiosità dei rapporti interni alla maggioranza. Ci avevano offerto un'ora di tempo - racconta il capopruppo di An - per esaminare il maxiemendamento, un'elemosina ignobile che abbiano rifiutato per rispetto di un'istituzione sempre più spesso umiliata da chi aveva interesse a mandare un segnale preciso a chi c'è dietro gli Iper e gli Outlet. Riguardo a questi insedimenti, in Abruzzo siamo ben oltre la media nazionale e il consiglio regionale avrebbe dovuto porre dei seri paletti per consentirli compatibilmente con le esigenze del territorio ed evitare l'effetto domino che sta devastando il commercio regionale, ma non è andata così. A questo punto - conclude Castiglione - bisogna pensare subito a interventi legislativi di sostegno ai piccoli commerciali, specialemente nelle aree interne, dove svolgono un'attività che, prima ancora di essere di rivendita, è sociale e di servizio. An - a tal riguardo - presenterà un disegno di legge regionale per prevedere l'esenzione dall'Irap per queste attività".

CASTIGLIONE: DALLA RIFORMA DEL COMMERCIO ARRIVI STOP AGLI IPER E TUTELA PICCOLO E MEDIO COMMERCIO‏

28 giugno 2008
"Apprezziamo la buona volontà dell'assessore Boschetti nel voler portare presto in aula la legge sul commercio ma, per non ripetere errori del passato, ascolti con maggiore attenzione i suggerimenti che gli arriveranno la prossima settimana dalle organizzazioni di categoria e porti l'ipotesi di lavoro in commissione regionale per un necessario approfondimento anche con l'opposizione". Alfredo Castiglione torna a offrire la disponibilità di An a un confronto con la maggioranza su un tema delicato quale il commercio, "tenendo presente - sottolinea il capogruppo di An - che l'Abruzzo ha già un'altissima concentrazione di Iper e Outlet, ben al di sopra della media nazionale, e che è pertanto opportuno regolamentare meglio un fenomeno incontrollato e tutelare anche il piccolo e medio commercio, con particolare riferimento alle aree interne che hanno nell'artigianato una risorsa preziosa".Castiglione, inoltre, anticipa che "il gruppo di An presenterà una serie di emendamenti migliorativi, iniziando dall'art. 3 della legge regionale al fine di evitare operazioni speculative. Un'altra idea - conclude - potrebbe essere quella di dare vita a un osservatorio permanente sul commercio, in grado di monitorare e armonizzare quanto si muove sul territorio".

Intervento dell'On. Pace sulla cartiera Burgo

26 giugno 2008
“Un appello affinché l’interesse attorno alle sorti dello stabilimento di Burgo di Chieti, dei trecento posti di lavoro e di altrettante famiglie, non si esaurisca nella pur meritoria riunione odierna del consiglio regionale” è stato lanciato dall’On. Giovanni Pace, nel corso di un intervento applaudito e richiamato a più riprese anche da consiglieri della maggioranza.
Dopo aver ricordato “l’importanza del ruolo giocato dalla cartiera, in 70 anni di storia, nell’industrializzazione di un’area, quale quella della Val Pescara, che sin da subito ha manifestato con chiarezza la propria vocazione”, il presidente emerito della Regione Abruzzo ha sottolineato come “il punto fermo e fondamentale da tenere a mente prima di determinare le necessarie iniziative – la linea del Piave anche se si parla della Val Pescara – sia la impraticabilità di ogni ipotesi di riconversione e diversa destinazione dello stabilimento che non sia quella di produzione dei beni. Al di là di qualsiasi ordine del giorno o mozione – ha sottolineato il presidente Pace – questo deve essere il senso ultimo del dibattito di oggi e come tale andrebbe comunicato alle autorità investite del problema come il sindaco di Chieti.
È urgente, pertanto, assumere un’iniziativa istituzionale del consiglio regionale nei confronti del Governo, come già fatto – con valenza ovviamente diversa – dal sottoscritto con il sottosegretario delegato, l’On. Martinat, in un recente incontro nel quale ha invitato l’esponente di governo a convocare l’azienda, l’Assocarta e i sindacati di categoria per capire le ragioni per le quali l’azienda determinerebbe la chiusura. Non so - ha concluso l'On. Pace - se ci siano stati ritardi ma resto a disposizione per ogni azione congiunta si volesse intraprendere per risolvere in maniera definitiva quanto soddisfacente il problema”.

CASTIGLIONE: GRAVISSIMO ESCAMOTAGE DI DEL TURCO PER COLPIRE I GIOCHI DEL MEDITERRANEO‏

25 giugno 2008
"Del Turco non si smentisce mai, l'escamotage di agganciare alla riformetta delle comunità montane la solita variazione di bilancio solo per spoliare di 5 milioni di euro la spesa destinata alla realizzazione di infrastrutture per i Giochi del mediterraneo di Pescara e dirottarli sull'Eurobasket femminile di Chieti, dimostra una sconcertante mancanza di rispetto per le istituzioni". Alfredo Castiglione condanna duramente quanto accaduto nel consiglio regionale di ieri: "Da un mese - continua il capogruppo di An - in consiglio regionale non si riuniscono le commissione consiliari a causa dell'irresponsabile rissosità interna del centrosinistra, i problemi degli abruzzesi sono l'ultimo dei problemi della maggioranza e alla prima riunione utile del consiglio regionale si bada solo a saccheggiare una manifestazione sportiva evidentemente ritenuta di "destra" solo perchè nata grazie all'impegno dell'On. Aracu per favorirne un'altra amica e coprire così i debiti del Comune e della Provincia di Chieti, enti ospitanti. Siamo al vecchio clientelismo, quello che rifiuta ogni programmazione nell'interesse generale e si limita a distruggere per favorire gli amici degli amici. Noi - conclude Castiglione - avevamo offerto la nostra disponibilità a confrontarci sulle tante emergenze che affliggono la nostra regione per dare vita a una fine legislatira regionale caratterizzata da riforme condivise e finalmente qualificanti, riparatorie almeno in parte di una stagione deludente. Dispiace prendere atto che ancora una volta Del Turco ha scelto il basso profilo, il piccolo cabotaggio di chi naviga nell'ombra e cerca di sopravvivere di porto in porto senza il coraggio di sfidare il mare aperto".